{"id":24869,"date":"2023-08-28T16:12:32","date_gmt":"2023-08-28T16:12:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.orlan.eu\/design-stilismo\/"},"modified":"2026-09-09T15:34:35","modified_gmt":"2026-09-09T15:34:35","slug":"design-stilismo","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.orlan.eu\/it\/design-stilismo\/","title":{"rendered":"Design \/ Stilismo"},"content":{"rendered":"<p>\n<\/p>\r\n<p><strong>Un<i> ORLAN-CORPS mobile o il design di una SMART sempre pi\u00f9 SMART<\/i>, 2026<\/strong><\/p>\r\n<table style=\"width: 100%; border-collapse: collapse; background-color: #ebebeb; border-style: none;\">\r\n<tbody>\r\n<tr>\r\n<td style=\"width: 100%;\">\r\n<p style=\"text-align: left;\">Negli ultimi anni ci siamo resi conto in modo sempre pi\u00f9 nitido di una realt\u00e0 rimasta a lungo invisibile: siamo abitati, ricoperti e attraversati da miliardi di esseri viventi. Batteri, microbi, virus, fagi, spore, funghi\u2026 una moltitudine di organismi convivono su di noi e dentro di noi, formando un ecosistema complesso e dinamico. Questa presenza influenza la nostra salute, il nostro equilibrio biologico, le nostre emozioni e il nostro umore.  &nbsp;<\/p>\r\n<p style=\"text-align: left;\"><div class=\"bg-margin-for-link\"><input type='hidden' bg_collapse_expand='6aa1a32297b198084871151' value='6aa1a32297b198084871151'><input type='hidden' id='bg-show-more-text-6aa1a32297b198084871151' value='Show More'><input type='hidden' id='bg-show-less-text-6aa1a32297b198084871151' value='Show Less'><div id='bg-showmore-hidden-6aa1a32297b198084871151' >\r\n<p style=\"text-align: left\"><span style=\"font-weight: 400\">La pandemia ha reso improvvisamente visibile questo mondo microscopico. Ci\u00f2 che era un\u2019astrazione \u00e8 diventato concreto, tangibile, nei nostri gesti quotidiani, nelle nostre paure e nelle nostre precauzioni. Abbiamo instaurato una distanza fisica tra i corpi, trasformando in modo duraturo il nostro modo di stare insieme (un fenomeno sociale su cui riflette ORLAN).  &nbsp;<\/span><\/p>\r\n<p style=\"text-align: left\"><span style=\"font-weight: 400\">L&#8217;artista lavora spesso al crocevia tra arte e scienza, in particolare con le biotecnologie. Nel 2007, a Perth, grazie al laboratorio Symbiotica e al teorico della BioART e curatore Jens Hauser,   <\/span><i><span style=\"font-weight: 400\">Il mantello di Arlecchino<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400\">, un\u2019opera in cui coltiva le proprie cellule insieme a quelle provenienti da altre fonti umane e animali. <\/span><\/p>\r\n<p style=\"text-align: left\"><span style=\"font-weight: 400\">ORLAN ha sviluppato una riflessione sulla figura dell\u2019Arlecchino, partendo dal testo del filosofo Michel Serres, <\/span><i><span style=\"font-weight: 400\">\u00abIl Terzo Istruito\u00bb<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400\">. Nella prefazione intitolata  <\/span><i><span style=\"font-weight: 400\">Laicit\u00e0<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400\">, l\u2019Arlecchino, dopo aver fatto il giro del mondo liberandosi a poco a poco dei suoi abiti patchwork, rivela una pelle anch\u2019essa fatta di frammenti e tracce tatuate da ci\u00f2 che ha visto e incontrato. Eppure, non si rende conto che tutto ci\u00f2 che ha visto lo ha profondamente permeato, trasformato, ibridato \u2014 proprio come quando ci muoviamo, viaggiamo e attraversiamo diverse culture. Questa fiaba filosofica fa dell\u2019Arlecchino una metafora del multiculturalismo e dell\u2019accettazione dell\u2019altro in se stessi.  <\/span><\/p>\r\n<p style=\"text-align: left\"><span style=\"font-weight: 400\">Nel 2010, per la sua installazione monumentale  <\/span><i><span style=\"font-weight: 400\">Un bue sulla lingua <\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400\">al Museo di Nantes, ORLAN ha creato, in collaborazione con le manifatture di seta Brochier, un velluto di seta stampato con un motivo arlecchinesco composto da virus \u2014 alcuni mortali, altri, come i fagi, portatori di vita \u2014 oltre a batteri, spore, funghi e cellule del sangue, della pelle e dei muscoli.<\/span><\/p>\r\n<p style=\"text-align: left\"><span style=\"font-weight: 400\">Nel 2018, Fabrice Hyber ha invitato ORLAN a partecipare al progetto <\/span><i><span style=\"font-weight: 400\">ORGANO\u00cfDE<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400\"> all\u2019Istituto Pasteur per realizzare un\u2019installazione permanente nell\u2019auditorium OMICS con nuove immagini che rappresentavano il microbiota, tra cui le parole \u00abcellula staminale\u00bb, \u00abfangoterapia \u00bb, \u00abrabbia\u00bb, \u00abPasteurella pestis\u00bb, \u00abvaccino\u00bb e persino \u00abricercatrice\u00bb\u2026<\/span><\/p>\r\n<p style=\"text-align: left\"><span style=\"font-weight: 400\">Nel 2026, l\u2019artista riprende questo tema personalizzando la sua auto con colori \u201cfestosi\u201d per dare un tocco unico e allegro a una citt\u00e0 grigia e combattere l\u2019uniformit\u00e0 e gli stereotipi sui veicoli. ORLAN rende la sua SMART ancora pi\u00f9 SMART! <\/span><\/p>\r\n<p style=\"text-align: left\"><span style=\"font-weight: 400\">Questa azione trasforma la carrozzeria in una superficie ibrida dove si intrecciano segni biologici e simbolici. L\u2019oggetto diventa una lente d\u2019ingrandimento, rivelando ci\u00f2 che i nostri occhi non riuscivano a percepire: l\u2019infinitamente piccolo. L\u2019auto diventa cos\u00ec un\u2019estensione mobile del corpo arlecchino, uno spazio di circolazione in cui si imprimono le tracce del vivente in tutta la sua complessit\u00e0. Il patchwork non \u00e8 pi\u00f9 solo tessile o cutaneo, ma anche meccanico e sociale: ricopre un mezzo di trasporto, mettendo in luce i flussi, gli scambi e i percorsi che plasmano l\u2019identit\u00e0 umana. Il motivo diventa una cartografia sensoriale del vivente, dove virus e cellule ricordano allo stesso tempo la fragilit\u00e0 e la potenza delle interazioni, proponendo la visione di un corpo potenziato, disseminato nello spazio pubblico.    &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/span><\/p>\r\n<p style=\"text-align: left\"><span style=\"font-weight: 400\">ORLAN<\/span><span style=\"font-family: inherit;font-size: inherit\"><\/div><\/div><a id='bg-showmore-action-6aa1a32297b198084871151' class='bg-showmore-plg-link bg-arrow '  style=\" color:#d51616;;\" href='#'>Show More<\/a><\/span><\/p>\r\n<\/td>\r\n<\/tr>\r\n<\/tbody>\r\n<\/table>\r\n\r\nngg_shortcode_0_placeholder\r\n\r\n<p><b><br>ORLAN TOUTE(S) e che faccia schiuma! Birra I.P.A. <\/b><\/p>\r\n<table style=\"width: 100%; border-collapse: collapse; background-color: #ebebeb; border-style: none;\">\r\n<tbody>\r\n<tr>\r\n<td style=\"width: 100%; text-align: left;\">\r\n<p>In occasione della sua retrospettiva alla galleria Ceysson &#038; B\u00e9n\u00e9ti\u00e8re di Saint-\u00c9tienne, nel 2025, ORLAN rende omaggio alle grandi pioniere della storia che hanno difeso le stesse cause che lei sostiene, ma molto prima di lei, e che, in alcuni casi, hanno perso la vita per questo.<span class=\"Apple-converted-space\">&nbsp;<\/span><\/p>\r\n<\/td>\r\n<\/tr>\r\n<\/tbody>\r\n<\/table>\r\n\r\nngg_shortcode_1_placeholder\r\n\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>Sgabello in cartone ondulato minerale con <em>\u201cArlequinades\u201d<\/em>, <em>Paris Arty Show,<\/em> 2025<\/strong><\/p>\r\n\r\nngg_shortcode_2_placeholder\r\n\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<p style=\"text-align: left;\"><em><strong>ORLAN X  CAMILLE FOURNET, <\/strong><\/em><strong>collezione in edizione limitata <\/strong><em><strong>&#8220;Da corpo a corpo&#8221;<\/strong><\/em><\/p>\r\n<table style=\"width: 100%; border-collapse: collapse; background-color: #ebebeb; border-style: none;\">\r\n<tbody>\r\n<tr>\r\n<td style=\"width: 100%;\">\r\n<p style=\"text-align: left;\">Un occhio, una bocca, un naso: \u00abil corpo \u00e8 un sacco, il corpo \u00e8 un costume\u00bb. Con questa nuova creazione, ORLAN si immerge nel mondo della pelle, nella carne della maison Camille Fournet. Questo incontro permette all\u2019artista di abbattere le barriere di ghiaccio tra le diverse discipline, creando punti di contatto tra le arti visive, il lusso e la pelletteria.  <\/p>\r\n<p style=\"text-align: left;\"><div class=\"bg-margin-for-link\"><input type='hidden' bg_collapse_expand='6aa1a32297db86065845823' value='6aa1a32297db86065845823'><input type='hidden' id='bg-show-more-text-6aa1a32297db86065845823' value='Show More'><input type='hidden' id='bg-show-less-text-6aa1a32297db86065845823' value='Show Less'><div id='bg-showmore-hidden-6aa1a32297db86065845823' >\r\n<p style=\"text-align: left\">Artista internazionale, sensuale, femminista e sempre al centro dell\u2019attenzione, ORLAN ha creato per la Maison una collezione d\u2019eccezione, con frammenti del suo corpo che richiamano la sua opera storica \u201cVendersi nei mercati a pezzetti\u201d.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: left\">Da tempo ORLAN mette in gioco la rappresentazione del proprio corpo per interrogarsi sui fenomeni sociali attuali con uno sguardo critico. Quando si parla di borse o zaini, si fa riferimento al corpo. La borsa viene portata con la mano, ma il suo nome potrebbe farci pensare che contenga delle mani: da qui l\u2019idea di scrivere sulle borse, che siano a mano, a spalla o di altro tipo, parti del corpo dell\u2019artista (impronte di viso, occhio, ciocca di capelli, orecchio, mano&#8230;). La borsa \u00e8 come una protesi che ci permette di trasportare gli oggetti di cui abbiamo bisogno. \u00c8 l\u2019evoluzione, il proseguimento delle nostre tasche.    <span style=\"font-family: inherit;font-size: inherit\"><\/div><\/div><a id='bg-showmore-action-6aa1a32297db86065845823' class='bg-showmore-plg-link bg-arrow '  style=\" color:#d51616;;\" href='#'>Show More<\/a><\/span><\/p>\r\n<\/td>\r\n<\/tr>\r\n<\/tbody>\r\n<\/table>\r\n\r\nngg_shortcode_3_placeholder\r\n\r\n<p style=\"text-align: left;\"><em><strong>Il costume da Slow dell&#8217;artista, <\/strong><\/em><strong>di Be\u00f1at Moreno, 2023<\/strong><\/p>\r\n<table style=\"width: 100%; border-collapse: collapse; background-color: #ebebeb; border-style: none;\">\r\n<tbody>\r\n<tr>\r\n<td style=\"width: 100%; text-align: left;\">In occasione dell&#8217;uscita del suo primo album musicale *Le Slow de l\u2019Artiste*, ORLAN collabora con Be\u00f1at Moreno per la creazione di un costume che indossa durante la promozione, i videoclip e le esibizioni dal vivo. Lui ha realizzato un abito in lycra e un mantello in mussola con una stampa tessile che riprende gli slogan del progetto: \u201cJE SUIS SLOWSEXUEL.LE\u201d, \u201cNOUS SOMMES SLOWSEXUEL.LE.S\u201d, \u201cJE SUIS ARTSEXUEL.LE\u201d, \u201cNOI SIAMO ARTSEXUEL.LE.S\u201d, il tutto in bianco e nero. Con questo costume, ORLAN diventa un manifesto e incarna visivamente il suo concetto.  <\/td>\r\n<\/tr>\r\n<\/tbody>\r\n<\/table>\r\n\r\nngg_shortcode_4_placeholder\r\n\r\n<p style=\"text-align: left;\"><strong><span style=\"color: #000000;\">Collezione \u201cLe <i>donne che piangono sono arrabbiate\u201d, 2022-2025 <\/i><\/span><\/strong><\/p>\r\n<table style=\"width: 100%; border-collapse: collapse; background-color: #ebebeb; border-style: none;\">\r\n<tbody>\r\n<tr>\r\n<td style=\"width: 100%; text-align: left;\">\r\n<p>ORLAN ha sempre avuto un rapporto conflittuale con la moda, che molto spesso alimenta proprio quegli stereotipi di bellezza contro cui lei si batte. Tuttavia, \u00e8 uno strumento creativo che ORLAN a volte mette in discussione con il giusto approccio e la giusta distanza critica.   <br>Nel 2022, crea dei prototipi di scarpe insieme al collettivo \u201cLe donne che piangono sono arrabbiate\u201d. E nel 2025, ORLAN disegna insieme a Benat Moreno una collezione capsule di abbigliamento. <\/p>\r\n<\/td>\r\n<\/tr>\r\n<\/tbody>\r\n<\/table>\r\n\r\nngg_shortcode_5_placeholder\r\n\r\n<p style=\"text-align: left;\"><em><strong><span style=\"color: #000000;\">MASCHERE DI ORLAN, <\/span><\/strong><\/em><strong><span style=\"color: #000000;\">1984-2020 <\/span><\/strong> <\/p>\r\n<table style=\"width: 100%; border-collapse: collapse; background-color: #ebebeb; border-style: none;\">\r\n<tbody>\r\n<tr>\r\n<td style=\"width: 100%;\">\r\n<p style=\"text-align: left;\">Per ORLAN il corpo \u00e8 solo un sacco, il corpo \u00e8 solo un costume. Ha lavorato molto su questo tema e, in particolare, sulla maschera nella sua opera. &nbsp;<\/p>\r\n<div class=\"bg-margin-for-link\"><input type='hidden' bg_collapse_expand='6aa1a32297e931024749026' value='6aa1a32297e931024749026'><input type='hidden' id='bg-show-more-text-6aa1a32297e931024749026' value='Show More'><input type='hidden' id='bg-show-less-text-6aa1a32297e931024749026' value='Show Less'><div id='bg-showmore-hidden-6aa1a32297e931024749026' >\r\n<p style=\"text-align: left\">Gi\u00e0 nel 1964, nella serie CORPS-SCULPTURES, mette in scena per la prima volta il suo corpo nudo, il pi\u00f9 delle volte senza identit\u00e0, perch\u00e9 i capelli, una maschera o la posizione del corpo le nascondono il viso. Nel 1984, ORLAN crea una maschera stampata con una foto della sua vulva per la sua video-performance Mise en sc\u00e8ne pour un grand fiat. User\u00e0 questo accessorio molte volte in seguito, in particolare nella sua performance Kiss on pussy. Nella sua prima performance-intervento chirurgico, detta \u00abBloc du sh\u00e9rif\u00bb del 1986, si fa operare a tratti con la maschera. Naturalmente, nelle sue auto-ibridazioni con le maschere dell\u2019Opera di Pechino del 2014, ORLAN riprende le maschere cinesi per riaffermare il suo ruolo di donna in un luogo in cui le donne sono bandite. Infine, con COVID21, ORLAN realizza diverse opere incentrate sulla maschera e sul virus e crea maschere utilizzabili con la foto della sua vulva e la sua \u00abarlequinata\u00bb all\u2019interno del corpo, con batteri, cellule ecc.     <\/div><\/div><a id='bg-showmore-action-6aa1a32297e931024749026' class='bg-showmore-plg-link bg-arrow '  style=\" color:#b51616;;\" href='#'>Show More<\/a>\r\n<\/td>\r\n<\/tr>\r\n<\/tbody>\r\n<\/table>\r\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;<\/strong><\/p>\r\n\r\nngg_shortcode_6_placeholder\r\n\r\n<p><strong><br><em>MUGS, 2014-2023 <\/em><\/strong><\/p>\r\n<table style=\"width: 100%; border-collapse: collapse; background-color: #ebebeb; border-style: none;\">\r\n<tbody>\r\n<tr>\r\n<td style=\"width: 100%;\">\r\n<p style=\"text-align: left;\">ORLAN ha realizzato pi\u00f9 volte delle tazze come gadget promozionali delle sue opere.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: left;\">Nel 2014 ha realizzato le sue prime tazze ispirate alla sua serie \u201cLe Plan du Film\u201d in occasione della sua mostra personale al Museo delle Arti Decorative e del Design di Riga, in Lettonia, Citt\u00e0 europea della cultura, a cura di Inese Baranovska.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: left;\">Nel 2018 ha realizzato delle tazze con ciascuna delle opere della sua serie \u201cSelf-hybridations entre femmes\u201d.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: left;\">Nel 2023 ha realizzato due nuovi modelli in occasione dell&#8217;uscita del suo album *Le Slow de l&#8217;Artiste*, oltre a dei preservativi.<\/p>\r\n<\/td>\r\n<\/tr>\r\n<\/tbody>\r\n<\/table>\r\n\r\nngg_shortcode_7_placeholder\r\n\r\n<p><em><span style=\"color: #000000;\"><strong>Nuovi edifici OMICS, <\/strong><\/span><\/em><span style=\"color: #000000;\"><strong>Istituto PASTEUR, intervento artistico, invito nell\u2019ambito <em>dell\u2019ORGANO\u00cfDE<\/em> di Fabrice Hyber<\/strong><\/span><em><span style=\"color: #000000;\"><strong>, \u201cLES PHAGES D\u2019ORLAN\u201d, <\/strong><\/span><\/em><span style=\"color: #000000;\"><strong>2018<\/strong><\/span><\/p>\r\n<table style=\"width: 100%; border-collapse: collapse; background-color: #ebebeb; border-style: none;\">\r\n<tbody>\r\n<tr>\r\n<td style=\"width: 100%;\">\r\n<p style=\"text-align: left;\">Dopo la sua mostra <i>*Le boeuf sur la langue* ( <\/i>2010), ORLAN ha avuto il piacere di essere invitata a partecipare al progetto *ORGANO\u00cfDE*, ideato dal suo amico e accademico Fabrice Hyber e da Olivier Schwartz. Si tratta di una banca dati di immagini realizzate da artisti per accompagnare le ricerche scientifiche dell\u2019Istituto Pasteur. &nbsp;<\/p>\r\n<p style=\"text-align: left;\">Nell\u2019ambito di questo progetto, ha avuto l\u2019opportunit\u00e0 di collaborare con il ricercatore Shahragim Tajbakhsh, responsabile ed esperto dell\u2019unit\u00e0 \u201cCellule staminali e sviluppo\u201d, un argomento che appassiona molto ORLAN.<\/p>\r\n<div class=\"bg-margin-for-link\"><input type='hidden' bg_collapse_expand='6aa1a32297f1b0032896469' value='6aa1a32297f1b0032896469'><input type='hidden' id='bg-show-more-text-6aa1a32297f1b0032896469' value='Show More'><input type='hidden' id='bg-show-less-text-6aa1a32297f1b0032896469' value='Show Less'><div id='bg-showmore-hidden-6aa1a32297f1b0032896469' >\r\n<p style=\"text-align: left\">Dopo averne discusso a lungo con lui, ha deciso di lavorare con le sue cellule staminali e ha proposto all\u2019Istituto Pasteur un progetto in tal senso, che \u00e8 stato respinto dal comitato etico perch\u00e9 in Francia \u00e8 vietato lavorare con le proprie cellule. Il che dimostra che il corpo e il suo utilizzo sono una questione politica. Il nostro corpo non ci appartiene.  <\/p>\r\n<p style=\"text-align: left\">Alla fine, l\u2019Istituto Pasteur, tramite Fabrice Hyber, gli ha proposto di realizzare un intervento artistico nei loro nuovi edifici, OMICS, all\u2019interno dell\u2019atrio degli edifici Simone Veil e Alexandre Yersin.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: left\">ORLAN ha creato un intero mondo partendo da immagini super colorate delle sue cellule e dei virus, proprio come in <i>*Le b\u0153uf sur la langue*<\/i>, ma in una versione diversa. Le parole che compaiono in queste immagini coloratissime e arlecchinesche erano, per esempio, \u201crabbia\u201d, \u201cpasteurella pestis\u201d, \u00abvaccino\u00bb o ancora \u00abricercatrice\u00bb, un termine che ORLAN apprezza molto perch\u00e9 sottolinea la femminilizzazione dei nomi delle professioni, mentre Marie Curie ha sofferto molto, in quanto donna, per essere una ricercatrice in mezzo ai ricercatori. <\/p>\r\n<p style=\"text-align: left\">Le immagini sono state montate in cassonetti luminosi e su un rivestimento per pavimenti, sopra e sotto le gradinate e su tavoli rotondi alti rivestiti con questa stampa. Il tocco finale \u00e8 un tondo molto grande, appeso in alto sulla parete bianca di fronte alle gradinate.   <\/div><\/div><a id='bg-showmore-action-6aa1a32297f1b0032896469' class='bg-showmore-plg-link bg-arrow '  style=\" color:#b51616;;\" href='#'>Show More<\/a>\r\n<\/td>\r\n<\/tr>\r\n<\/tbody>\r\n<\/table>\r\nngg_shortcode_8_placeholder\r\n<p><em><strong>ORLAN X NUBI, Dal drappeggio alla piega digitale,  2<\/strong><\/em><strong>016 Spilla digitale animata. Schermo OLED, acciaio inossidabile e pasta di vetro nera. 3,8 cm x 3,8 cm x 1,6 cm. Realizzata in 12 esemplari<\/strong><em><strong> \/ CELLULES, <\/strong><\/em><strong>2016 Collana lunga animata Schermo OLED, acciaio inossidabile e pasta di vetro nera 3,8 cm x 3,8 cm x 1,6 cm Realizzata in 222 esemplari<\/strong><\/p>\r\n<p><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-18469 size-full\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.orlan.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/444d70_7abd1093c295428b80af7d6265f24372mv2.webp.gif?resize=728%2C538\" alt=\"\" width=\"728\" height=\"538\"><\/p>\r\n\r\nngg_shortcode_9_placeholder\r\n\r\n<p><strong>&nbsp;<\/strong><\/p>\r\n<p><em><strong><span style=\"color: #000000;\">ORLAN x Brochier Soieries, <\/span><\/strong><\/em><strong><span style=\"color: #000000;\">Fazzoletto quadrato di seta, <\/span><\/strong><em><strong><span style=\"color: #000000;\">Auto-ibridazioni Maschere dell\u2019Opera di Pechino, <\/span><\/strong><\/em><strong><span style=\"color: #000000;\">Facing Designs e realt\u00e0 aumentata n. 1<\/span><\/strong><strong><span style=\"color: #000000;\">, 2016, 90&#215;90 cm<\/span><\/strong><\/p>\r\n<table style=\"width: 100%; border-collapse: collapse; background-color: #ebebeb; border-style: none;\">\r\n<tbody>\r\n<tr>\r\n<td style=\"width: 100%;\">\r\n<p style=\"text-align: left;\">ORLAN e la casa di seteria Brochier hanno collaborato alla creazione di foulard di seta ispirati alla sua serie \u201cSelf-hybridations\u201d delle maschere dell\u2019Opera di Pechino, del 2014. In quest\u2019opera, le donne sono bandite e i ruoli sono interpretati dagli uomini. &nbsp;<\/p>\r\n<p style=\"text-align: left;\">Proprio come le opere, anche la sciarpa funge da codice QR. Il cliente o la cliente pu\u00f2 scannerizzarla e vedere apparire un avatar di ORLAN che esce dalla cornice dell\u2019opera ed esegue le acrobazie dell\u2019Opera di Pechino. &nbsp;<\/p>\r\n<p style=\"text-align: left;\">A quel punto puoi scattare foto con i tuoi amici e l&#8217;avatar e inviarle in tutto il mondo, proprio come faresti con qualsiasi selfie.<\/p>\r\n<\/td>\r\n<\/tr>\r\n<\/tbody>\r\n<\/table>\r\n\r\nngg_shortcode_10_placeholder\r\n\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<p><em><strong><span style=\"color: #000000;\">DUE DITA BAROCHE PER UNA MANO BELLISSIMA, <\/span><\/strong><\/em><strong><span style=\"color: #000000;\">Anello in argento massiccio, 4,3 x 6 x 3,2 cm, Edizione del 12, 2015<\/span><\/strong><\/p>\r\n<table style=\"width: 100%; border-collapse: collapse; background-color: #ebebeb; border-style: none;\">\r\n<tbody>\r\n<tr>\r\n<td style=\"width: 100%; text-align: left;\">\r\n<p>Nel 2015, ORLAN ha realizzato \u201cDUE DITA BAROCCHE PER UNA BELLA MANO\u201d, un anello in argento massiccio che prosegue la sua ricerca sui drappeggi barocchi. Crea volumi con forme organiche, curve e controcurve&#8230; <\/p>\r\n<\/td>\r\n<\/tr>\r\n<\/tbody>\r\n<\/table>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n\r\nngg_shortcode_11_placeholder\r\n\r\n<div class=\"gmail_default\">&nbsp;<\/div>\r\n<div class=\"gmail_default\"><em><span style=\"color: #000000;\"><strong>ORLAN x Diane Venet, T\u00eate de fou, <\/strong><\/span><\/em><span style=\"color: #000000;\"><strong>2010, oro e argento, 8,5&#215;10,5&#215;3 cm<\/strong><\/span><\/div>\r\n<div class=\"gmail_default\"><span style=\"color: #000000;\"><strong><span style=\"caret-color: #666666;\">Spilla ispirata all&#8217;opera<\/span><\/strong><em><strong><span style=\"caret-color: #666666;\"> Defigurazione-Riconfigurazione, Auto-ibridazioni africane, Antico copricapo da danza Ejagham della Nigeria e volto di una donna euro-stefanoise<\/span><\/strong><\/em><\/span><\/div>\r\n<div>\r\n<table style=\"width: 100%; border-collapse: collapse; background-color: #ebebeb; border-style: none; height: 118px;\">\r\n<tbody>\r\n<tr style=\"height: 118px;\">\r\n<td style=\"width: 100%; height: 118px;\">\r\n<div>\r\n<div style=\"text-align: left;\">\r\n<div class=\"gmail_default\" style=\"text-align: left;\">Questa serie \u00e8 composta da una serie di fotografie in bianco e nero ispirate alle foto etnografiche, le prime immagini in cui si fotografava l\u2019Altro. Nel 2010 ORLAN ha collaborato con Diane Venet. Si tratta delle spille \u201cT\u00eate de fou\u201d in oro e argento, create ispirandosi all\u2019opera \u201cD\u00e9figuration-Refuguration\u201d, alle \u201cSelf-hybridations Africaines\u201d, a un antico cimiero da danza Ejagham della Nigeria e al volto di una donna euro-st\u00e9phanoise.  <\/div>\r\n<\/div>\r\n<\/div>\r\n<\/td>\r\n<\/tr>\r\n<\/tbody>\r\n<\/table>\r\n<\/div>\r\n<div class=\"gmail_default\">\r\nngg_shortcode_12_placeholder\r\n<\/div>\r\n<div>&nbsp;<\/div>\r\n<p><strong><span style=\"color: #000000;\"><em>Un Boeuf Sur La Langue,<\/em> Museo delle Belle Arti di Nantes, Cappella dell&#8217;Oratorio, Francia, 2010<\/span><\/strong><\/p>\r\n<table style=\"width: 100%; border-collapse: collapse; background-color: #ebebeb; border-style: none;\">\r\n<tbody>\r\n<tr>\r\n<td style=\"width: 100%;\">\r\n<p style=\"text-align: left;\">Nel 2010, ORLAN ha ideato la mostra <i>*Un boeuf sur la langue*<\/i>, per la quale ha creato un velluto di seta stampato dai laboratori di seteria Brochier con un disegno che raffigura virus, fagi, cellule del sangue, della pelle e dei muscoli, quasi esclusivamente per il piacere di toccare e osservare questo tessuto cos\u00ec vibrante e pittorico, con cui ha realizzato sedie, abiti, opere d\u2019arte e spazi che imitano le vetrate colorate.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: left;\"><div class=\"bg-margin-for-link\"><input type='hidden' bg_collapse_expand='6aa1a32297ffd2046605770' value='6aa1a32297ffd2046605770'><input type='hidden' id='bg-show-more-text-6aa1a32297ffd2046605770' value='Show More'><input type='hidden' id='bg-show-less-text-6aa1a32297ffd2046605770' value='Show Less'><div id='bg-showmore-hidden-6aa1a32297ffd2046605770' >\r\n<p style=\"text-align: left\">Questi abiti erano indossati da modelle di colore ed erano neri da dietro, ma molto colorati di fronte. L\u2019arredamento comprendeva in particolare un tavolo con un piano girevole e una lunghissima panca semicircolare composta da sgabelli su rotelle che si incastravano l\u2019uno nell\u2019altro; una panca su cui il pubblico si \u00e8 seduto durante le numerose discussioni organizzate nel corso della mostra sulle parole presenti nello spazio. I partecipanti potevano scegliere se restare nella conversazione in modo collettivo oppure far scorrere la propria sedia e staccarsi dal gruppo, e cos\u00ec la parola tornava a essere individuale.  <\/p>\r\n<p style=\"text-align: left\">L&#8217;idea alla base della mostra era quella di unire design, moda, arte, scultura, testi e immagini mediche in un unico luogo, il Museo delle Belle Arti di Nantes.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: left\">Entrando nell\u2019installazione, era tutto buio e non si capiva cosa avessero in mano i manichini. L&#8217;atmosfera era opprimente, inquisitoria, quasi morbosa. Avanzando nella cappella dell&#8217;oratorio, a poco a poco si riusciva a leggere testi come \u00abdire\u00bb, \u00abateo\u00bb, \u00absuperdonna\u00bb, \u00absimbiontico\u00bb\u2026 E, allo stesso tempo, vedere la parte anteriore degli abiti realizzati con quel velluto di seta dai colori vivaci, come un\u2019arlecchinata.    <\/div><\/div><a id='bg-showmore-action-6aa1a32297ffd2046605770' class='bg-showmore-plg-link bg-arrow '  style=\" color:#b51616;;\" href='#'>Show More<\/a>\r\n<\/td>\r\n<\/tr>\r\n<\/tbody>\r\n<\/table>\r\nngg_shortcode_13_placeholder\r\n<p style=\"text-align: left;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong><em>Sutura-Ibridazione-Riciclaggio<\/em>, Espacio Artes Visuales, Murcia, Spagna, 2009<\/strong><\/span><\/p>\r\n<table style=\"width: 100%; border-collapse: collapse; background-color: #ebebeb; border-style: none;\">\r\n<tbody>\r\n<tr>\r\n<td style=\"width: 100%;\">\r\n<p style=\"text-align: left;\">Si pu\u00f2 interpretare praticamente tutta l\u2019opera di ORLAN attraverso il prisma dell\u2019abito, del costume o del travestimento. Per l\u2019artista, l\u2019abito \u00e8 un\u2019interfaccia migliore della pelle. Non ci si sceglie la pelle, ma grazie all\u2019abito ci si pu\u00f2 creare una seconda pelle, un biglietto da visita che rispecchi al meglio chi siamo, l\u2019immagine che vogliamo trasmettere, la nostra cultura, i nostri gusti: ci permette di costruire il nostro biglietto da visita e di definire chi vogliamo essere.  &nbsp;<\/p>\r\n<p style=\"text-align: left;\"><div class=\"bg-margin-for-link\"><input type='hidden' bg_collapse_expand='6aa1a322980867087923513' value='6aa1a322980867087923513'><input type='hidden' id='bg-show-more-text-6aa1a322980867087923513' value='Show More'><input type='hidden' id='bg-show-less-text-6aa1a322980867087923513' value='Show Less'><div id='bg-showmore-hidden-6aa1a322980867087923513' >\r\n<p style=\"text-align: left\">Nel 2009 ORLAN realizza l&#8217;installazione &#8220;Suture-Hybridation-Recyclage&#8221;, in cui mescola il suo guardaroba seguendo lo stesso protocollo con David Delfin, Maroussia Rebecq e Agatha Ruiz de la Prada, chiedendo loro di trovare un modo per unire due dei suoi capi diversi, in modo da far convergere epoche, materiali, stilisti e momenti della sua storia. Maroussia Rebecq ha tagliato due capi e ha messo un laccetto giallo fluo per unirli, David Delfin ha aggiunto dei nastri pieni di graffette, che permettono di separarli e di agganciarli a un altro capo, creando cos\u00ec un\u2019ibridazione, o meglio un assemblaggio temporaneo e molteplici ibridazioni in continua evoluzione. <\/p>\r\n<p style=\"text-align: left\">Agatha Ruiz de la Prada, invece, ha proposto una soluzione pi\u00f9 radicale. Ha selezionato con cura dal suo museo degli abiti pi\u00f9 belli, li ha tagliati a met\u00e0 e ha diviso in due i capi di ORLAN a partire dalla vita, per poi ricomporli. <\/p>\r\n<p style=\"text-align: left\">Quindi, ogni abito \u00e8 stato ricreato usando met\u00e0 di un abito di Agatha Ruiz de la Prada e met\u00e0 di un abito del guardaroba di ORLAN, di cui non conosco necessariamente lo stilista. ORLAN ha conservato tutto il suo guardaroba fin dall\u2019adolescenza.   <\/div><\/div><a id='bg-showmore-action-6aa1a322980867087923513' class='bg-showmore-plg-link bg-arrow '  style=\" color:#b51616;;\" href='#'>Show More<\/a>\r\n<\/td>\r\n<\/tr>\r\n<\/tbody>\r\n<\/table>\r\n<p style=\"text-align: left;\">ngg_shortcode_14_placeholder\r\n<p style=\"text-align: left;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong><em>Prova a carico<\/em>, 1993<\/strong><\/span><\/p>\r\n<table style=\"width: 100%; border-collapse: collapse; background-color: #ebebeb; border-style: none;\">\r\n<tbody>\r\n<tr>\r\n<td style=\"width: 100%;\">\r\n<p style=\"text-align: left;\">Il 30 maggio 1990, in una chiesa sconsacrata chiamata \u201cAll Saints\u201d a Newcastle, in Inghilterra, ORLAN annuncia, durante una performance-rituale inaugurale, la sua decisione di intraprendere le \u201cOperazioni-Chirurgiche-Performance\u201d, leggendo il suo manifesto dell\u2019Arte Carnale che aveva scritto nel 1989.&nbsp;<\/p>\r\n<p style=\"text-align: left;\"><div class=\"bg-margin-for-link\"><input type='hidden' bg_collapse_expand='6aa1a322981069005127939' value='6aa1a322981069005127939'><input type='hidden' id='bg-show-more-text-6aa1a322981069005127939' value='Show More'><input type='hidden' id='bg-show-less-text-6aa1a322981069005127939' value='Show Less'><div id='bg-showmore-hidden-6aa1a322981069005127939' >\r\n<p style=\"text-align: left\">LA REINCARNAZIONE DI SANTA ORLAN O IMMAGINI NUOVE \u2013 IMMAGINI CHIAMATE OPERAZIONI \u2013 INTERVENTI CHIRURGICI \u2013 PERFORMANCE, \u00e8 una serie di 9 performance realizzate da ORLAN tra il 1990 e il 1993 a Parigi, a Bruxelles e a New York. ORLAN ha creato questa serie per stravolgere la chirurgia dalle sue solite pratiche di miglioramento e ringiovanimento e per eseguire interventi chirurgici che non dovevano portare bellezza, ma bruttezza, mostruosit\u00e0, indesiderabilit\u00e0. &nbsp;<\/p>\r\n<p style=\"text-align: left\">L\u2019idea centrale di questi interventi chirurgici era quella di combattere gli stereotipi, i modelli prestabiliti. ORLAN non \u00e8 contro la chirurgia estetica, ma contro l\u2019uso che se ne fa. Usa quindi questa tecnica per inventare un \u201cio che mi amo\u201d, sfidando la maschera dell\u2019innato. La prima condizione concordata con i vari chirurghi era l\u2019assenza di dolore, perch\u00e9 ORLAN \u00e8 a favore del CORPO-PIACERE. Per ogni performance, ORLAN decorava la sala operatoria, che con questo gesto diventava il suo studio d\u2019artista. Lei e tutto il personale medico indossavano costumi realizzati da uno stilista di fama che collaborava con l\u2019artista. Le performance erano accompagnate da letture e, quando il gesto operatorio lo permetteva, ORLAN produceva immagini, realizzava film, video, foto, disegni con il suo sangue e le sue dita, reliquiari con il proprio grasso e la propria carne, una sorta di \u00absindoni\u00bb realizzati con il proprio sangue essiccato e la garza medica proveniente dall\u2019intervento, sulla quale ha effettuato dei trasferimenti fotografici, e oggetti poi esposti in musei e gallerie.  <\/div><\/div><a id='bg-showmore-action-6aa1a322981069005127939' class='bg-showmore-plg-link bg-arrow '  style=\" color:#b51616;;\" href='#'>Show More<\/a>\r\n<\/td>\r\n<\/tr>\r\n<\/tbody>\r\n<\/table>\r\nngg_shortcode_15_placeholder\r\n<p style=\"text-align: left;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong><em>Vestirsi della propria nudit\u00e0<\/em>, Caldas da Rainha, Portogallo, 1976-77<\/strong><\/span><\/p>\r\n<table style=\"width: 100%; border-collapse: collapse; background-color: #ebebeb; border-style: none;\">\r\n<tbody>\r\n<tr>\r\n<td style=\"width: 100%;\">\r\n<p style=\"text-align: left;\">Nella performance<i> \u201cVestirsi della propria nudit\u00e0\u201d ( <\/i>1976-77), ORLAN indossa una fotografia del proprio corpo nudo, sotto forma di un abito in tela fotografica che la ricopre interamente, e passeggia nei parchi pubblici del Portogallo.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: left;\"><div class=\"bg-margin-for-link\"><input type='hidden' bg_collapse_expand='6aa1a322981841024664039' value='6aa1a322981841024664039'><input type='hidden' id='bg-show-more-text-6aa1a322981841024664039' value='Show More'><input type='hidden' id='bg-show-less-text-6aa1a322981841024664039' value='Show Less'><div id='bg-showmore-hidden-6aa1a322981841024664039' >\r\n<p style=\"text-align: left\">Gli agenti di polizia hanno cercato di multarla per atti osceni in luogo pubblico, ma non ci sono riusciti perch\u00e9 ORLAN era vestita dalla testa ai piedi e aveva i documenti d\u2019identit\u00e0 nella borsa.&nbsp;<\/p>\r\n<p style=\"text-align: left\">Nello spazio pubblico, gli altri si trovano di fronte alla rappresentazione della sua nudit\u00e0, senza che lei sia effettivamente nuda. ORLAN mette in evidenza questo stesso divario nella vita pubblica, dove gli altri si rappresentano piuttosto che presentarsi. In questo senso, la performance agisce sullo spazio reale, sconvolgendo il rapporto con l\u2019altro e rendendo l\u2019incontro critico. ORLAN cerca di avvicinarsi all\u2019ambiente circostante, agli oggetti che fungono da mediatori nell\u2019incontro con l\u2019altro, e di creare mettendo in discussione la legge e sconvolgendo i suoi schemi senza che si possa condannarla.     <\/div><\/div><a id='bg-showmore-action-6aa1a322981841024664039' class='bg-showmore-plg-link bg-arrow '  style=\" color:#b51616;;\" href='#'>Show More<\/a>\r\n<\/td>\r\n<\/tr>\r\n<\/tbody>\r\n<\/table>\r\nngg_shortcode_16_placeholder\r\n<p style=\"text-align: left;\"><em><strong><p><\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un ORLAN-CORPS mobile o il design di una SMART sempre pi\u00f9 SMART, 2026 Negli ultimi anni ci siamo resi conto in modo sempre pi\u00f9 nitido di una realt\u00e0 rimasta a lungo invisibile: siamo abitati, ricoperti e attraversati da miliardi di esseri viventi. 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