Design / Stilismo

Un ORLAN-CORPS mobile o il design di una SMART sempre più SMART, 2026

Negli ultimi anni ci siamo resi conto in modo sempre più nitido di una realtà rimasta a lungo invisibile: siamo abitati, ricoperti e attraversati da miliardi di esseri viventi. Batteri, microbi, virus, fagi, spore, funghi… una moltitudine di organismi convivono su di noi e dentro di noi, formando un ecosistema complesso e dinamico. Questa presenza influenza la nostra salute, il nostro equilibrio biologico, le nostre emozioni e il nostro umore.  

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ORLAN TOUTE(S) e che faccia schiuma! Birra I.P.A.

In occasione della sua retrospettiva alla galleria Ceysson & Bénétière di Saint-Étienne, nel 2025, ORLAN rende omaggio alle grandi pioniere della storia che hanno difeso le stesse cause che lei sostiene, ma molto prima di lei, e che, in alcuni casi, hanno perso la vita per questo. 

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Sgabello in cartone ondulato minerale con “Arlequinades”, Paris Arty Show, 2025

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ORLAN X CAMILLE FOURNET, collezione in edizione limitata “Da corpo a corpo”

Un occhio, una bocca, un naso: «il corpo è un sacco, il corpo è un costume». Con questa nuova creazione, ORLAN si immerge nel mondo della pelle, nella carne della maison Camille Fournet. Questo incontro permette all’artista di abbattere le barriere di ghiaccio tra le diverse discipline, creando punti di contatto tra le arti visive, il lusso e la pelletteria.

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Il costume da Slow dell’artista, di Beñat Moreno, 2023

In occasione dell’uscita del suo primo album musicale *Le Slow de l’Artiste*, ORLAN collabora con Beñat Moreno per la creazione di un costume che indossa durante la promozione, i videoclip e le esibizioni dal vivo. Lui ha realizzato un abito in lycra e un mantello in mussola con una stampa tessile che riprende gli slogan del progetto: “JE SUIS SLOWSEXUEL.LE”, “NOUS SOMMES SLOWSEXUEL.LE.S”, “JE SUIS ARTSEXUEL.LE”, “NOI SIAMO ARTSEXUEL.LE.S”, il tutto in bianco e nero. Con questo costume, ORLAN diventa un manifesto e incarna visivamente il suo concetto.

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Collezione “Le donne che piangono sono arrabbiate”, 2022-2025

ORLAN ha sempre avuto un rapporto conflittuale con la moda, che molto spesso alimenta proprio quegli stereotipi di bellezza contro cui lei si batte. Tuttavia, è uno strumento creativo che ORLAN a volte mette in discussione con il giusto approccio e la giusta distanza critica.
Nel 2022, crea dei prototipi di scarpe insieme al collettivo “Le donne che piangono sono arrabbiate”. E nel 2025, ORLAN disegna insieme a Benat Moreno una collezione capsule di abbigliamento.

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MASCHERE DI ORLAN, 1984-2020

Per ORLAN il corpo è solo un sacco, il corpo è solo un costume. Ha lavorato molto su questo tema e, in particolare, sulla maschera nella sua opera.  

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MUGS, 2014-2023

ORLAN ha realizzato più volte delle tazze come gadget promozionali delle sue opere.

Nel 2014 ha realizzato le sue prime tazze ispirate alla sua serie “Le Plan du Film” in occasione della sua mostra personale al Museo delle Arti Decorative e del Design di Riga, in Lettonia, Città europea della cultura, a cura di Inese Baranovska.

Nel 2018 ha realizzato delle tazze con ciascuna delle opere della sua serie “Self-hybridations entre femmes”.

Nel 2023 ha realizzato due nuovi modelli in occasione dell’uscita del suo album *Le Slow de l’Artiste*, oltre a dei preservativi.

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Nuovi edifici OMICS, Istituto PASTEUR, intervento artistico, invito nell’ambito dell’ORGANOÏDE di Fabrice Hyber, “LES PHAGES D’ORLAN”, 2018

Dopo la sua mostra *Le boeuf sur la langue* ( 2010), ORLAN ha avuto il piacere di essere invitata a partecipare al progetto *ORGANOÏDE*, ideato dal suo amico e accademico Fabrice Hyber e da Olivier Schwartz. Si tratta di una banca dati di immagini realizzate da artisti per accompagnare le ricerche scientifiche dell’Istituto Pasteur.  

Nell’ambito di questo progetto, ha avuto l’opportunità di collaborare con il ricercatore Shahragim Tajbakhsh, responsabile ed esperto dell’unità “Cellule staminali e sviluppo”, un argomento che appassiona molto ORLAN.

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ORLAN X NUBI, Dal drappeggio alla piega digitale, 2016 Spilla digitale animata. Schermo OLED, acciaio inossidabile e pasta di vetro nera. 3,8 cm x 3,8 cm x 1,6 cm. Realizzata in 12 esemplari / CELLULES, 2016 Collana lunga animata Schermo OLED, acciaio inossidabile e pasta di vetro nera 3,8 cm x 3,8 cm x 1,6 cm Realizzata in 222 esemplari

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ORLAN x Brochier Soieries, Fazzoletto quadrato di seta, Auto-ibridazioni Maschere dell’Opera di Pechino, Facing Designs e realtà aumentata n. 1, 2016, 90×90 cm

ORLAN e la casa di seteria Brochier hanno collaborato alla creazione di foulard di seta ispirati alla sua serie “Self-hybridations” delle maschere dell’Opera di Pechino, del 2014. In quest’opera, le donne sono bandite e i ruoli sono interpretati dagli uomini.  

Proprio come le opere, anche la sciarpa funge da codice QR. Il cliente o la cliente può scannerizzarla e vedere apparire un avatar di ORLAN che esce dalla cornice dell’opera ed esegue le acrobazie dell’Opera di Pechino.  

A quel punto puoi scattare foto con i tuoi amici e l’avatar e inviarle in tutto il mondo, proprio come faresti con qualsiasi selfie.

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DUE DITA BAROCHE PER UNA MANO BELLISSIMA, Anello in argento massiccio, 4,3 x 6 x 3,2 cm, Edizione del 12, 2015

Nel 2015, ORLAN ha realizzato “DUE DITA BAROCCHE PER UNA BELLA MANO”, un anello in argento massiccio che prosegue la sua ricerca sui drappeggi barocchi. Crea volumi con forme organiche, curve e controcurve…

 

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ORLAN x Diane Venet, Tête de fou, 2010, oro e argento, 8,5×10,5×3 cm
Spilla ispirata all’opera Defigurazione-Riconfigurazione, Auto-ibridazioni africane, Antico copricapo da danza Ejagham della Nigeria e volto di una donna euro-stefanoise
Questa serie è composta da una serie di fotografie in bianco e nero ispirate alle foto etnografiche, le prime immagini in cui si fotografava l’Altro. Nel 2010 ORLAN ha collaborato con Diane Venet. Si tratta delle spille “Tête de fou” in oro e argento, create ispirandosi all’opera “Défiguration-Refuguration”, alle “Self-hybridations Africaines”, a un antico cimiero da danza Ejagham della Nigeria e al volto di una donna euro-stéphanoise.

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Un Boeuf Sur La Langue, Museo delle Belle Arti di Nantes, Cappella dell’Oratorio, Francia, 2010

Nel 2010, ORLAN ha ideato la mostra *Un boeuf sur la langue*, per la quale ha creato un velluto di seta stampato dai laboratori di seteria Brochier con un disegno che raffigura virus, fagi, cellule del sangue, della pelle e dei muscoli, quasi esclusivamente per il piacere di toccare e osservare questo tessuto così vibrante e pittorico, con cui ha realizzato sedie, abiti, opere d’arte e spazi che imitano le vetrate colorate.

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Sutura-Ibridazione-Riciclaggio, Espacio Artes Visuales, Murcia, Spagna, 2009

Si può interpretare praticamente tutta l’opera di ORLAN attraverso il prisma dell’abito, del costume o del travestimento. Per l’artista, l’abito è un’interfaccia migliore della pelle. Non ci si sceglie la pelle, ma grazie all’abito ci si può creare una seconda pelle, un biglietto da visita che rispecchi al meglio chi siamo, l’immagine che vogliamo trasmettere, la nostra cultura, i nostri gusti: ci permette di costruire il nostro biglietto da visita e di definire chi vogliamo essere.  

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Prova a carico, 1993

Il 30 maggio 1990, in una chiesa sconsacrata chiamata “All Saints” a Newcastle, in Inghilterra, ORLAN annuncia, durante una performance-rituale inaugurale, la sua decisione di intraprendere le “Operazioni-Chirurgiche-Performance”, leggendo il suo manifesto dell’Arte Carnale che aveva scritto nel 1989. 

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Vestirsi della propria nudità, Caldas da Rainha, Portogallo, 1976-77

Nella performance “Vestirsi della propria nudità” ( 1976-77), ORLAN indossa una fotografia del proprio corpo nudo, sotto forma di un abito in tela fotografica che la ricopre interamente, e passeggia nei parchi pubblici del Portogallo.

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